1000 Miglia Srl utilizza i cookies per migliorare l’esperienza di chi naviga questo sito. Se prosegui la navigazione acconsenti a questo trattamento. Per ulteriori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra “cookie policy”.

Mille Miglia

Nascita di una leggenda

1927/2012: l'avventura della Freccia Rossa

Ottantacinque anni di strabilianti vicende, di straordinarie emozioni, di grandi trionfi e di cocenti sconfitte, di fama e successi ma anche, negli anni bui, indifferenza e disinteresse. Nella storia della Mille Miglia è avvenuto un poco di tutto: più volte è stata data per spacciata e ogni volta ha saputo risorgere a nuova vita. In questi anni il numero sette ricorre con cadenza e precisione impressionanti.

Sette è il numero fatale di una corsa nata nel 1927, ripresa nel 1947, sospesa nel 1957, celebrata con la prima rievocazione nel 1977 e tornata alla cadenza annuale, nella veste definitiva, nel 1987.

Nascita di una leggenda.

L'amore per le grandi imprese sportive e il "gusto dell'ardimento", che caratterizzarono gli anni Venti, contagiarono molti giovani e, tra questi, anche due rampolli della nobiltà bresciana, Franco Mazzotti e Aymo Maggi.

A soli vent'anni, i due, gareggiando in velocità con il treno, si recavano ogni settimana a Milano, al Biffi in Galleria, covo degli appassionati di automobilismo quali Borzacchini, Brilli Peri, Danese, Nuvolari e Varzi. Qui decisero di agire allo scopo di restituire a Brescia il ruolo, ormai perduto, che le competeva.

Brescia veniva, infatti, considerata "la culla dell'automobilismo sportivo", grazie alle famose competizioni organizzate in passato, come la "Grande corsa su strada del 1899", le celeberrime "Settimane motoristiche" dal 1904 al 1907, con numerose gare sul "Circuito di Brescia", approntato nella brughiera tra Montichiari e Ghedi, tra le quali, nel 1905, la prima "Coppa Florio".

Di questa solida tradizione, all'epoca, non restavano che i ricordi; seppur nel 1921 i bresciani avessero saputo organizzare, oltre al "Circuito del Garda", il primo "Gran Premio d'Italia", sul Circuito della Fascia d'Oro (un semplice ampliamento stradale del Circuito di Brescia), la sede naturale di ogni attività in circuito divenne il nuovo Autodromo Nazionale inaugurato dopo pochi mesi nel parco di Monza.

Curioso notare che ad intuire il possibile successo di un impianto del genere, e a realizzarlo, fu un bresciano, Arturo Mercanti, mai perdonato dai suoi concittadini, tanto da dover in seguito competere alla Mille Miglia con lo pseudonimo di "Frate Ignoto".

Mazzotti, 22 anni, e Maggi, 23, nel dicembre del 1926, presero contatto con Renzo Castagneto, uomo di innate doti organizzative e di spettacolo, segretario della costituenda sede bresciana del Regio Automobil Club, e con Giovanni Canestrini, della Gazzetta dello Sport.

Costituito il gruppo, poi famoso con il simpatico appellativo de "I Quattro Moschettieri", decisero di "creare qualcosa di assolutamente sensazionale per scuotere il mondo dell'automobilismo dal torpore e ricordare le nostre (bresciane N.d.R.) tradizioni sportive". Una corsa su strada, dura e selettiva, con un percorso (seguendo la moda del tempo che voleva far confluire tutto nella capitale) da Brescia a Roma e ritorno. Tale percorso risultò di 1.600 km, pari a 1000 miglia. Fu Franco Mazzotti, reduce da un viaggio negli Stati Uniti, a rendersene conto e a proporre quindi il nome Coppa delle Mille Miglia.

Esattamente tre mesi dopo, alle otto del mattino del 26 marzo 1927, Aymo Maggi, accompagnato da uno dei fratelli Maserati, Bindo - sulla Isotta Fraschini con il numero 1 - prendevano il via da Viale Venezia.

Con loro prendeva il via la leggenda della Freccia Rossa.

Ebbe così inizio un'epopea che vide, nell'arco di trent'anni, i campioni più celebrati e le migliori vetture, confluire a Brescia per schierarsi agli ordini di Renzo Castagneto, direttore di tutte le ventiquattro edizioni della corsa.