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Mille Miglia

Dal 1934 al 1938

Nel 1934, la situazione della viabilità era sufficientemente migliorata da consentire agli organizzatori di apportare nuove modifiche al percorso. I tratti sterrati erano ormai di entità trascurabile anche se sempre i più impegnativi, in quanto dislocati nei punti d'attraversamento dei passi appenninici.

Un nuovo problema si era nel frattempo presentato. La migliorata rete stradale e il costante aumento delle immatricolazioni di veicoli rendeva necessario limitare il periodo di occupazione delle vie di comunicazione da parte della gara. Di conseguenza, era pure aumentato il rischio di incidenti lungo i 1.600 km di percorso, mai ermeticamente chiusi; per limitare i pericoli, soprattutto nei centri abitati, e per mettere i concorrenti tutti sullo stesso piano, quantomeno sotto l'aspetto della visibilità, fu varata la cosiddetta formula "dall'alba al tramonto", con partenze di mattino presto ed arrivo nella tarda serata.

Il nuovo percorso subiva le prime variazioni dopo Cremona, puntando su Piacenza per imboccare la Via Emilia, restando quindi immutato fino a Roma e da qui a Padova.

La seconda novità, assai spettacolare, prevedeva l'eliminazione del tratto prealpino, collegando direttamente Treviso con Vicenza e introducendo Venezia con il ponte sulla laguna da percorrere nei due sensi, andata e ritorno. Questo tracciato rimase immutato per altri quattro anni con l'eccezione del 1936, quando fu evitata Venezia.