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Mille Miglia

Brescia, città della Mille Miglia

Brescia, città della Mille Miglia

La Leonessa d'Italia fu sempre il cuore della corsa della Freccia Rossa; Renzo Castagneto, dal suo ufficio di Direttore dell'Automobil Club di Brescia, reggeva le fila di un'organizzazione elefantiaca, lunga 1.600 km, mantenendo i contatti con Case automobilistiche e piloti di tutto il mondo.

Nonostante un carattere tutt'altro che facile, il "patron" godeva di grandissima considerazione e sapeva intrattenere rapporti con tutti, oltre a possedere un notevole intuito per i gusti del grande pubblico. Il suo carisma fece sì che gli venissero affidate altre grandi manifestazioni, grazie anche allo stretto rapporto con la Gazzetta dello Sport. Conosciuto come il "direttore" lo fu, oltre che della corsa bresciana, anche della Targa Florio, del Gran Premio d'Italia e del Giro d'Italia ciclistico oltre che di numerose altre manifestazioni, come la Tripoli-Tobruk. Ma la propria creatura, alla quale fu sempre indissolubilmente legato, fu la Mille Miglia, sua ragione di vita. Fu molto affezionato anche alla sua Brescia, che riteneva dovesse sostenere la gara con manifestazioni collaterali. Il suo intuito lo portò ad arredare la città con i colori della Freccia Rossa. Bandiere, striscioni, fiaccole prima e luminarie poi, si sprecavano ovunque. Il suo capolavoro fu comunque l'allestimento di Piazza della Vittoria, con gli ombrelloni e le caratteristiche transenne di legno (brillantemente recuperati per le Mille Miglia odierne), che la resero la piazza italiana più fotografata di quegli anni. Presentazioni e premiazioni della corsa furono sempre effettuate in cornici sontuose come il Ridotto del Teatro Grande e l'Hotel Vittoria.

La cittadinanza era coinvolta con l'allestimento di enormi tabelloni, che venivano continuamente aggiornati sul Corso Zanardelli, per consentire di seguire la corsa minuto per minuto, unitamente agli altoparlanti. Nel corso degli anni, altre manifestazioni si susseguirono in città, dai concorsi ai cortei di ragazzi, alle esposizioni, al conio di medaglie, l'emissione di francobolli, fino addirittura alla "Mille Miglia per piccioni viaggiatori". L'atmosfera creata da Castagneto, alla quale contribuiva l'internazionalità degli ospiti cittadini, rendeva Brescia, per una settimana, ciò che il "direttore" voleva: la capitale dell'automobilismo mondiale.

Tutti gli alberghi della città e della provincia, compresi quelli del Lago di Garda, venivano completamente occupati.

Simpatico l'episodio accaduto alla squadra MG, il Morris Garage, composta da eccezionali piloti quali Sir Birkin, Lord Hove, Eyston e Lurani, nel 1933. Nell'albergo che li ospitava in Piazza del Duomo (oggi Piazza Paolo VI), furono sorpresi ed onorati nel notare le lettere "MG" ricamate su lenzuola, tovaglie e tende. Furono costretti a spiegar loro che non erano a loro dedicate ma, semplicemente, erano le iniziali dell'Hotel Moderno Gallo.

 

Boni: Il Sindaco delle Mille Miglia

Paradossalmente, mentre la Mille Miglia influì profondamente sulla viabilità di mezza Italia - ansiosi com'erano centinaia di comuni di vedere le proprie strade attraversate dai bolidi in gara - nella città dove veniva organizzata era la corsa a dover adeguarsi al modificarsi del tessuto urbano. Ciò non significa che la città non si ponesse a disposizione della più grande iniziativa organizzata sul suo territorio, soprattutto nel dopoguerra, quando fu eletto sindaco il Prof. Bruno Boni. "Ciro" Boni, da attento ed abile amministratore, si rese conto di quanto la presenza di una manifestazione di interesse mondiale potesse risultare utile alla collettività e diventò uno dei più strenui difensori della Mille Miglia in sede nazionale. Da autentico appassionato affiancò validamente Renzo Castagneto nell'organizzazione; curioso notare che Boni non ha mai preso in vita sua la patente di guida. Così mentre Castagneto, sulla pedana di legno di Viale Venezia, sventolava la bandiera a scacchi dell'arrivo, a Boni era riservato il via; il "Sindaco della Mille Miglia", al posto del tricolore nazionale solitamente utilizzato per la partenza delle corse, preferiva brandire una bandiera bianca e azzurra, i colori di Brescia. L'autentico "clou" cittadino erano però considerate le operazioni di punzonatura e verifica, dove si potevano incontrare personaggi famosi non solo del mondo automobilistico.

 

La nascita di Piazza Vittoria

Contrariamente a quanto molti credono - e come riportato da alcuni testi - la punzonatura non fu sempre effettuata in Piazza della Vittoria. Il motivo è assai semplice: i lavori per la realizzazione della piazza ebbero inizio solo nel 1929, radendo al suolo un intero quartiere popolare, perlopiù di origine medievale. Fu un intervento devastante per il cuore della città, anche perché i lavori interessarono una zona più vasta della piazza stessa, comprendendo i palazzi di Via X Giornate, dove - per far posto all'Hotel Vittoria - furono abbattuti i portici che fronteggiavano quelli, identici e ancora esistenti, sul lato opposto della strada. Al posto dell'attuale "quadriportico" sorgeva la chiesa di S. Ambrogio.

Nonostante tutti i commenti del tempo - presumibilmente condizionati dalla connotazione politica del progetto - si dichiarassero entusiasti della magnificenza della piazza, i bresciani non hanno mai apprezzato troppo Piazza della Vittoria. Da notare però che si dichiararono tali anche i numerosi stranieri (senza dubbio non condizionati) giunti a Brescia in occasione della Mille Miglia. L'unico ricordo positivo al quale i bresciani collegano la piazza è proprio la Mille Miglia. I lavori, tra demolizioni e nuove costruzioni durarono, pare oggi incredibile, meno tre anni. Senza aspettare l'inaugurazione ufficiale, tenutasi in occasione della visita di Benito Mussolini nel novembre del 1932, Castagneto - che altro non aspettava che poter disporre di un adeguato spazio nel centro storico - portò nella nuova piazza le operazioni di punzonatura già nell'aprile dello stesso anno.

Molto meno certo è dove furono effettuate le operazioni delle verifiche dal 1927 al 1931.

 

Le punzonature prima del 1930

Molti testi indicano come sede delle prime punzonature "il recinto della Birreria Wührer".

Come tutti sanno, l'area dell'ex fabbrica di birra, oggi diventata "Borgo Wührer", si trova alla periferia est di Brescia, in Viale Bornata, prosecuzione di Viale Venezia, da dove sin dal 1927, hanno preso il via tutte le Mille Miglia, a poche centinaia di metri dal Museo Mille Miglia, aperto nel novembre 2004.

La dislocazione, proprio a causa della vicinanza dal luogo di partenza della corsa parrebbe logica.

Sennonché, citando il recinto della birreria, molti commentatori descrivono la confusione che la punzonatura creava per le vie del centro storico dalla parte opposta di Viale Venezia, oltre Piazzale Arnaldo, dove le vetture venivano portate per essere pesate alla locale Pesa Pubblica. Le pressoché inesistenti fotografie, peraltro di pessima qualità, non risultano utili alla soluzione del dubbio, tranne una che ritrae le vetture poste in "parco chiuso" dopo le verifiche, presso la sede dell'Automobil Club Brescia. Una ricerca verbale presso alcuni anziani appassionati bresciani non ha portato alcun elemento. Abbiamo condotto quindi una piccola indagine. Scoperto che la sede del Regio Automobil Club si trovava in Corso Magenta al n. 54, ci siamo portati sul posto, scoprendo che il numero 54, così come il 52, non esistono! Al loro posto ci sono i giardinetti tra il Conservatorio ed il Liceo Arnaldo. Recuperati alcuni testi di storia cittadina abbiamo scoperto che un paio di edifici (presumibilmente i numeri 54 e 54h rosso) affiancati al liceo sono stati abbattuti, così come uno «chalet» in legno, noto come il "Casino delle Rose" (il n. 52) che sorgeva al centro degli attuali giardini. Prima della guerra, in questo chalet, aprivano i locali di una seconda sede della Birreria Wührer. Ci pare quindi ipotizzabile che tutte le operazioni fossero effettuate in Corso Magenta, presso la sede RACI.

Nel 1931, o forse già dal 1930, probabilmente per la necessità di maggior spazio a causa del più elevato numero di concorrenti, la punzonatura fu effettuata presso il Foro Boario, nella via che oggi reca lo stesso nome, a sud di viale Venezia.

L'apertura di Piazza della Vittoria risolse ogni problema e, tempo dopo, qui venne trasferita anche la sede dell'Automobil Club. I giorni della Mille Miglia erano intensissimi per gli organizzatori, con i pochi telefoni della sede intasati. Le cose migliorarono quando fu allestita una moderna sala stampa presso il Quadriportico di Piazza della Vittoria, con telefoni e telegrafo.

 

I locali amati dai protagonisti della Freccia

Per rilassarsi, Castagneto, Maggi e Canestrini, in compagnia del Sindaco Boni andavano poi in Corso Cavour, alla caratteristica Taverna della Mille Miglia. La taverna si estendeva dall'ingresso sul corso, nei locali attualmente occupati da un negozio di biciclette, a quello nel vicolo che sbuca in Via del Moretto, dove ancor oggi si trova una trattoria.

L'aspetto turistico-gastronomico, tra gli organizzatori della Mille Miglia, era tutt'altro che sottovalutato.

Dopo la scomparsa in guerra di Mazzotti, nel 1949, i suoi amici fondarono il Club della Mille Miglia Franco Mazzotti, presieduto da Aymo Maggi: lui e Castagneto vollero individuare una serie di locali lungo il percorso ai quali fornire una Freccia Rossa come segno distintivo per gli appassionati. Il primo locale a poter vantare la prestigiosa insegna fu un minuscolo ristorante (solo quattro tavoli): la "Cuccagnina" di Tresanda del Sale, una traversa di Via Gramsci a Brescia; stupiti avventori potevano osservare - sbirciando oltre una tenda - Boni e Castagneto seduti a mangiare al tavolo della cucina, serviti come principi dalla cuoca, la mitica Anita

Brescia deve molto ai "Quattro Moschettieri", in verità caduti un poco nel dimenticatoio contrariamente alla loro creatura. Solo Renzo Castagneto è stato ricordato con un busto, peraltro senza indicazione alcuna, posto nei giardini di Viale Venezia. Decine di migliaia di persone, assistendo alla partenza o all'arrivo della moderna Mille Miglia non sanno neppure che potrebbero girarsi, nel buio dei giardini, a guardare l'immagine dell'uomo che ha reso possibile quanto, dall'altra parte, sotto le luci, sta accadendo.

Solo i soci del Club Mille Miglia, (fino alla sua scomparsa, nel febbraio 1998, in compagnia del suo vecchio amico Bruno Boni), si recano ogni anno a rendere omaggio al busto di Castagneto, nell'attesa di un monumento che ricordi tutti i fondatori, magari in quel riquadro - vuoto dal 1945 - sulla torre dell'orologio di Piazza della Vittoria.