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Mille Miglia

La Gazzetta dello Sport e l’A.C. Brescia

Ed eccoli, i nostri tre, il 2 dicembre del 1926, a Milano sotto la finestra dell'amico Giovanni, con il quale avevano già condiviso numerose serate a discutere d'automobilismo.

È lo stesso Canestrini, nell'articolo del 1930 (dal quale sono state riprese anche le precedenti citazioni virgolettate), a narrare l'incontro: rispetto alla celebre descrizione del suo libro del 1967 non mutano i fatti, quanto il tono del discorso e lo stile della prosa. Con gli anni alcuni angoli si smussano e, soprattutto, si deve tenere conto degli opposti obblighi politici che nelle due occasioni condizionano il suo racconto.

«Mi par di ieri la riunione tenuta nel mio studio, nella quale con Mazzotti, Maggi, Castagneto concretammo e battezzammo questa manifestazione che doveva - fin dalla prima edizione - assurgere ai fastigi della celebrità e conquistare l'animo delle folle. Fu una riunione brevissima.

Puntavamo tutti allo stesso scopo, con pari entusiasmo e la stessa fede. Io sapevo di interpretare sicuramente gli intendimenti della Gazzetta dello Sport e i sentimenti di Emilio Colombo e di Cesare Fanti (rispettivamente direttore e caporedattore della "rosea", N.d.R.), con i quali in varie riprese s'eran fatti progetti per ridonare a Brescia una manifestazione che fosse degna del suo passato».

In sostanza Canestrini, in quest'occasione, fa comprendere al lettore come tutto fosse in discussione da un pezzo, in accordo tra il neonato A.C.B., Automobil Club Brescia, e la Gazzetta dello Sport (organizzatrice del già celebratissimo Giro d'Italia ciclistico) la quale - evidentemente - non doveva intrattenere rapporti cordiali con l'Automobil Club di Milano.