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Mille Miglia

Il contesto socio culturale



Per l'Italia, come per gli altri Paesi europei, sono anni di grande travaglio sociale, quanto di straordinari fermenti culturali e politici.

L'Europa intera cercava di leccarsi le dolorose ferite provocate dalla guerra e dalla successiva "pace ingiusta" (così definita perché ritenuta insoddisfacente dai vincitori e umiliante dai vinti). Le rivendicazioni provocano forti tensioni internazionali e interne in tutti i Paesi.

In Italia si parla di "vittoria mutilata"; nel 1919, al volante della sua Fiat Torpedo, Gabriele D'Annunzio irrompe nella città di Fiume alla testa dei suoi legionari, con l'intento di restituirla alla sovranità italiana, in spregio degli accordi delle potenze internazionali.

D'Annunzio e i suoi legionari resisteranno fino al giorno di Natale del 1920: sebbene sconfitti (Fiume fu decretata "città libera" ma fu annessa all'Italia solo quattro anni dopo) contribuiscono a creare il mito dell'impresa, che in quel periodo impera in tutti campi.

Sono gli anni dell'ardimento: spedizioni esplorative partono per il Polo, i record di velocità vengono tenacemente tentati e battuti sulla terra, in acqua e in aria. La scienza e lo sviluppo tecnologico, in tutte le sue forme, compiono passi da gigante.


Il futurismo, che già aveva pubblicato i "manifesti" di Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) prima della guerra, incalza gli animi, combatte la "letteratura borghese", diventa addirittura reazione - quasi involontaria parodia - della magniloquenza e dell'estetismo dannunziano: «Non c'è bellezza se non nella lotta!».

In questo clima culturale si formano i due giovani bresciani Franco Mazzotti e Aymo Maggi, accomunati non solo da una salda amicizia, ma anche dall'età (Maggi nacque nel 1903 e Mazzotti nel 1904), dalla condizione sociale e dall'agiatezza delle famiglie.

La loro febbre sportiva, il loro gusto della sfida, si traducono nelle competizioni: automobilistiche per Maggi, aeronautiche e motonautiche per Mazzotti.

Siamo all'inizio degli anni Venti e i due amici, all'epoca tra i pochi a disporre di un'automobile, possono permettersi di frequentare abitualmente Milano.


La capitale lombarda costituiva il più importante punto di riferimento di quasi tutti i movimenti culturali e sportivi di quel periodo. Qui, dove faceva notare la sua presenza anche Renzo Castagneto, seppur più saltuariamente, Mazzotti e Maggi incontrano gli appassionati di velocità e motori, piloti e giornalisti, tra i quali Giovanni Canestrini.

Sono anni caratterizzati da profondi e continui mutamenti, in tutti i campi: nelle case viene introdotta la luce elettrica e di conseguenza i primi elettrodomestici, la medicina e la farmacologia fanno registrare assidui miglioramenti.

Nel 1922 in Gran Bretagna, dal 1924 in Italia, prende il via il servizio radiofonico: hanno inizio le comunicazioni di massa. Così come di massa sono i consumi, con il conseguente boom economico negli States e in Europa (assolutamente relativo perché rapportato alle allora numericamente ridottissime classi abbienti) che procurerà la grande illusione prima della disastrosa crisi economica del 1929.

Nelle serate trascorse a Milano (un poco meno a Brescia più restia e tarda nell'assoggettarsi alle mode) i nostri protagonisti indossano frequentemente il cilindro, accompagnato spesso da bastone e guanti, che abbandonano solo per lanciarsi in sfrenati passi di "charleston" in compagnia di signorine che danzano scuotendo le loro maxi collane e indossano abiti da molti considerati disdicevoli, tanto le gonne sono corte e le scollature posteriori profonde.

La loro spensieratezza non può in ogni modo prescindere dai gravi eventi politici che accadono in tutto il mondo. In Italia, le tensioni sociali - dovute allo scontro tra operai e lavoratori agricoli da una parte e industriali e proprietari terrieri dall'altra - culminano nei grandi scioperi.

La lotta di classe, tra proletariato da una parte e le classi medie e l'alta borghesia dall'altra, tocca l'apice tra la fine degli anni Dieci e l'inizio dei Venti. Tra gli uomini della sinistra si parla apertamente di rivoluzione armata.